Centria, per Estra, permette lo sviluppo di infrastrutture sempre più sostenibili e al servizio dei territori
Efficienza, innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione. Concetti chiave quando si parla di decarbonizzazione e del ruolo strategico delle reti del gas, che in Italia si estendono per quasi 225mila km, oltre sei volte la circonferenza della terra, e raggiungono più del 90% dei comuni italiani, servendo quasi 24 milioni di utenze. Proprio la capillarità e la capacità di penetrazione rendono le reti l’infrastruttura primaria per il trasporto dell’energia e oggi anche per accogliere gas rinnovabili come il biometano o l’idrogeno.
In questo contesto Centria, per il Gruppo Estra – segna l’avvio operativo del primo impianto italiano di reverse flow per biometano presso la cabina REMI “Arbia” di Asciano, in provincia di Siena. Il progetto nasce nell’ambito del programma sperimentale Twist, ideato da Centria con il supporto di Arera, che sostiene l’investimento con circa un milione di euro.
Entrato automaticamente in funzione a novembre, l’impianto inverte il flusso del gas permettendo di immettere il biometano in eccesso dalla rete di distribuzione locale nella rete di trasporto nazionale. Una tecnologia che riduce le emissioni di CO₂ e incrementa la quota di energia verde nel sistema gas nazionale.
La rete diventa quindi anche un’infrastruttura capace di raccogliere energia rinnovabile sotto forma di biometano. Una vera e propria smart grid.
Il collegamento con l’impianto di Sienambiente, che produce biometano dai rifiuti organici, dimostra come il contributo dei cittadini possa trasformare i rifiuti in energia rinnovabile, creando una filiera che integra innovazione, economia circolare e responsabilità ambientale.
