Accertamenti sicurezza post-contatore

Dal 01.07.2014 è entrata in vigore la nuova Delibera 40/14 che ha sostituito la delibera 40/04, rispetto a quest’ultima la nuova introduce delle modifiche sostanziali. Infatti con la  delibera 40/14 il Distributore viene obbligato ad eseguire l’accertamento documentale, oltre che per impianti di utenza nuovi, anche su impianti di utenza modificati o trasformati. Per, l’Autorità disciplinerà con successivo provvedimento gli impianti di utenza in servizio
La Delibera ha l'obiettivo di aumentare la sicurezza degli impianti interni partendo dalla considerazione che la società di distribuzione, non potendo operare direttamente sull’impianto interno a valle del proprio misuratore, può avere un ruolo attivo nel controllo della documentazione obbligatoria dell’impianto, Questa, se ben compilata e completa, permette di stabilire se lo stesso impianto rispetta le norme in materia di impianti. L'attività di accertamento della sicurezza quindi, da sola non garantisce la perfetta esecuzione dell’impianto ma garantisce che la documentazione obbligatoria di corredo allo stesso sia corrispondente alla legislazione vigente. Le verifiche dirette sugli impianti previste dalla stessa Delibera a carico dei Comuni completano il quadro di controllo che permette di incrementare la sicurezza intrinseca degli impianti interni.
Il solo controllo dei documenti, da un’analisi superficiale, potrebbe palesare l’idea che accertando sulla "carta" non si faccia sicurezza; Si è constatato invece che, durante questo periodo di applicazione, questa Delibera ha portato nel settore degli installatori un aumento del grado di conoscenza delle norme (che se non conosciute portano ad un accertamento negativo della pratica) e quindi una maggiore consapevolezza di come debbano essere realizzati gli impianti interni per essere corrispondenti a quanto prescritto dalle norme vigenti. Indirettamente quindi la Delibera ha raggiunto l’obbiettivo di aumentare la sicurezza poiché, accrescendo la conoscenza delle norme da parte degli installatori ha fatto sì che gli stessi lavorassero in modo maggiormente aderente alle stesse a vantaggio della sicurezza degli utilizzatori degli impianti gas.
 
Attivazione per nuovi impianti gas
 
La delibera 40/14, l’AEEGSI stabilisce la procedura per l’attivazione della fornitura su impianti di utenza nuovi pervenute dal venditore, si applica quanto segue:
 
- il cliente finale richiede l’attivazione della fornitura di un impianto di utenza nuovo esclusivamente al venditore con il quale stipula il contratto di fornitura di gas per tale impianto;
- il venditore invia all’impresa distributrice per via informatica la richiesta di attivazione della fornitura con la quale, specificando la propria ragione sociale e il proprio indirizzo e-mail, richiede:

  • il codice del punto di riconsegna o, in alternativa, il codice identificativo attribuito dall’impresa distributrice alla richiesta;
  • il recapito indicato dall’impresa distributrice al quale il cliente finale deve inviare o consegnare la documentazione;
- l’impresa distributrice fornisce tempestivamente per via informatica al venditore i dati richiesti;
- il venditore compila le sezioni di propria pertinenza degli allegati H/40 e I/40 e li fa pervenire al cliente finale, unitamente all’allegato G/40;
- il cliente finale compila e firma l’allegato H/40 ricevuto dal venditore nella sezione di propria pertinenza e fa compilare e firmare l’allegato I/40 dall’installatore che ha realizzato il suo impianto di utenza;
- il cliente finale invia o consegna al recapito indicato dall’impresa distributrice la documentazione di cui al punto precedente, unitamente a tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione;
- l’impresa distributrice, nel caso in cui le pervenga la documentazione di cui al punto precedente non completa, invia al cliente finale, e in copia al venditore, comunicazione scritta nella quale indica la parte di documentazione mancante, avvisando che in caso di mancata ricezione della medesima entro i successivi 30 giorni lavorativi la richiesta di attivazione della fornitura sarà annullata.
 
ATTENZIONE: la delibera impone di utilizzare e inviare al distributore unicamente gli allegati  H40 e I40 inviati dalle proprie società di vendita che dovranno essere comunque conformi a quelli stabiliti dalla delibera 40/14
 
L’impresa distributrice sottopone ad accertamento la documentazione solo nel caso in cui essa sia completa, ossia costituita dagli allegati H/40 ed I/40 e dai documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione. Nel caso di esito positivo dell’accertamento su tale documentazione, l’impresa distributrice attiva la fornitura di gas contattando il cliente finale al recapito indicato nella richiesta.
 
Nel caso in cui l’accertamento abbia esito negativo, il distributore:
  • invia una comunicazione al venditore per via informatica in cui notifica l’esito negativo dell’accertamento evidenziando le motivazioni;
  • invia al cliente finale interessato una comunicazione con la quale notifica l’esito negativo dell’accertamento, evidenzia le motivazioni dell’esito negativo ed indica le non conformità riscontrate alle leggi e norme tecniche vigenti in materia, segnala la necessità di presentare una nuova richiesta di attivazione della fornitura, corredata della documentazione prevista, di cui sopra in forma completa e congruente, solo dopo avere provveduto all’eliminazione delle non conformità riscontrate.
 
L’impresa distributrice computa il tempo di attivazione della fornitura di un impianto di utenza nuovo a partire dalla data di ricevimento di tutta la seguente documentazione:
  • allegati H/40 ed I/40, compilati e firmati rispettivamente dal cliente finale e dall’installatore;
  • tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione.
 
L’impresa distributrice, qualora non abbia ricevuto la documentazione di cui sopra, (ovvero allegati H/40 ed I/40, compilati e firmati rispettivamente dal cliente finale e dall’installatore con tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione),   entro e non oltre i 120 giorni solari successivi alla data di ricevimento da parte del venditore della richiesta di attivazione della fornitura, annulla tale richiesta dandone comunicazione per via informatica al venditore scelto dal cliente.
 
 
Attivazione/riattivazione per impianti gas modificati o trasformati
 
La novità principale della nuova Delibera 40/14 dell’AEEGSI è l’accertamento documentale per impianti di utenza Modificati o Trasformati
 
Definizioni:
 
impianto modificato: è l’impianto di utenza in servizio sul quale sono state eseguite operazioni di ampliamento o manutenzione straordinaria che hanno comportato la temporanea sospensione della fornitura di gas;
Impianto trasformato: è l’impianto di utenza precedentemente alimentato con altro tipo di gas;
Impianto nuovo: “impianto di utenza nuovo” è l’impianto di utenza di nuova installazione;
Impianto riattivato: è l’impianto di utenza in servizio al quale viene attivata la fornitura di gas dopo una precedente sospensione;
 
Per le richieste di attivazione della fornitura di un impianto trasformato si applica la seguente procedura:
 
a) il cliente finale richiede l’attivazione della fornitura esclusivamente al venditore con il quale stipula il contratto di fornitura di gas per tale impianto;
b) il venditore invia all’impresa distributrice per via informatica la richiesta di attivazione della fornitura con la quale, specificando la propria ragione sociale e il proprio indirizzo mail, richiede:
  • il codice del punto di riconsegna o, in alternativa, il codice identificativo attribuito dall’impresa distributrice alla richiesta;
  • il recapito indicato dall’impresa distributrice al quale il cliente finale deve inviare o consegnare la documentazione;
c) l’impresa distributrice fornisce tempestivamente per via informatica al venditore i dati richiesti;
d) il venditore compila le sezioni di propria pertinenza degli allegati H/40 e I/40 e li fa pervenire al cliente finale, unitamente all’allegato G/40;
e) il cliente finale compila e firma l’allegato H/40 ricevuto dal venditore nella sezione di propria pertinenza e fa compilare e firmare l’allegato I/40 dall’installatore che ha effettuato la trasformazione del suo impianto di utenza;
f) il cliente finale invia o consegna al recapito indicato dall’impresa distributrice la documentazione di cui al comma precedente, unitamente a tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione.
 
Per le richieste di riattivazione della fornitura di un impianto di utenza modificato viene applicata la seguente procedura:
 
a) il cliente finale richiede la riattivazione della fornitura esclusivamente al venditore con il quale ha in essere il contratto di fornitura di gas per tale impianto;
b) il venditore compila le sezioni di propria pertinenza degli allegati H/40 e I/40 e li fa pervenire al cliente finale, unitamente all’allegato G/40;
c) il cliente finale compila e firma l’allegato H/40 ricevuto dal venditore nella sezione di propria pertinenza e fa compilare e firmare l’allegato I/40 dall’installatore che ha modificato il suo impianto di utenza;
d) il cliente finale invia o consegna al recapito indicato dall’impresa distributrice la documentazione di cui al comma precedente, unitamente a tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta la riattivazione.
                                   
L’impresa distributrice computa il tempo di attivazione o riattivazione della fornitura di un impianto di utenza modificato o trasformato a partire dalla data di ricevimento di tutta la documentazione prevista (allegati H/40 ed I/40, compilati e firmati rispettivamente dal cliente finale e dall’installatore; tutti i documenti previsti dall’allegato I/40 per la tipologia di impianto di utenza del quale è stata richiesta l’attivazione).
    
 
Accertamento di impianti di utenza modificati o trasformati  
 
L’impresa distributrice effettua l’accertamento sulla documentazione di cui sopra relativamente al titolo III:
a) se l’accertamento ha esito positivo, attiva/riattiva la fornitura di gas;
b) se l’accertamento ha esito negativo, l’impresa distributrice, invia al venditore stesso, una comunicazione per via informatica in cui notifica l’esito negativo dell’accertamento;
c) invia al cliente finale una comunicazione scritta in cui:
  • notifica l’esito negativo dell’accertamento;
  • evidenzia le motivazioni dell’esito negativo ed indica le non conformità riscontrate alle leggi e norme tecniche vigenti in materia;
  • segnala la necessità di presentare una nuova richiesta di attivazione/riattivazione della fornitura, corredata della documentazione necessaria di cui sopra dopo avere provveduto all’eliminazione delle non conformità
L’impresa distributrice attribuisce agli impianti di cui al titolo III lo stato di:
a) impianto di utenza trasformato, ai nuovi allacci di impianti di utenza precedentemente alimentati con altro tipo di gas;
b) impianto di utenza modificato nei restanti casi.
 
 
Invio/consegna della documentazione
 
Tutti gli allegati obbligatori che devono essere consegnati insieme ai modelli H/40 e I/40, parzialmente compilati dalla società di vendita, dovranno essere in formato A4 a pagine singole non fronte-retro. Tutti gli altri formati dovranno essere ricondotti comunque a tale formato e firmati in originale su ogni pagina da parte del responsabile tecnico abilitato dell'impresa. Non sarà accettata documentazione cartacea che non sia in formato A4. Per i progetti, in alternativa, potrà essere presentato un unico file pdf, su CD, con tutte le tavole di progetto e la relazione tecnica, accompagnato da una dichiarazione che i dati contenuti nel file pdf consegnato sono fedeli agli elaborati cartacei presentati, (che rimarranno agli atti e dovranno quindi comunque essere presentati).
Ulteriore alternativa è inviare alla casella di posta elettronica accertamentoprogetti@centria.it una mail con il suddetto file pdf del progetto firmato dal progettista con firma digitale qualificata (quindi certificata da una Certification Autority). Nell'oggetto della mail di trasmissione dovrà essere sempre riportato il numero identificativo interno della pratica assegnato dall'ufficio al momento della presentazione e comunicato al cliente al momento dell'esecuzione del contratto (denominato "contatto") - se conosciuto - oppure il codice del punto  di riconsegna (PDR) l'indirizzo completo e il nominativo del cliente finale che ha richiesto la fornitura e l'ubicazione della stessa. I documenti cartacei presentati dovranno essere accompagnati da una comunicazione del giorno e ora in cui è stata inviata la e-mail. Nel caso che la documentazione presentata non sia completa o chiara, al fine di permettere l'attività di accertamento, si procederà a comunicare per scritto le incompletezze e a indicare la necessità di ripresentazione completa della documentazione o di sola integrazione. Quando la documentazione sarà completa Centria Reti Gas effettuerà l'attività di accertamento che potrà avere esito positivo o negativo. In caso di esito positivo l’impianto sarà messo o rimesso in servizio. In caso di esito negativo si comunicherà per scritto al cliente finale ed alla società di vendita, comunicando anche le motivazione dell’accertamento negativo al cliente finale. Il recapito al quale fare arrivare la documentazione richiesta per l'effettuazione dell'accertamento, è il seguente: Centria Reti Gas Via I, Cocchi 14 52100 Arezzo,  
Questi dati che saranno chiesti e trasmessi per ogni attivazione/riattivazione al venditore sono:
1. Il codice del punto di riconsegna o in alternativa il codice identificativo attribuito dal distributore alla richiesta.
2. Il recapito indicato dal distributore al quale il cliente finale deve inviare o consegnare la documentazione.

Il nominativo del dichiarante deve coincidere con quello indicato nel contratto di fornitura con il venditore. E’ NECESSARIO CHE TUTTI I CAMPI PRESENTI NEL MODELLO SIANO COMPILATI CORRETTAMENTE E SIANO BEN LEGGIBILI. Il modello “I/40” deve essere compilato dall’installatore in ogni sua parte. La società di vendita scelta dal cliente finale invierà, nella documentazione necessaria per il contratto, un modello “I/40” che deve essere compilato dall’installatore. L’installatore potrà avvalersi di tale modello, E’ OBBLIGATORIO SU OGNI ATTESTAZIONE RIPORTARE IL CODICE DEL PUNTO DI RICONSEGNA CHE IL CLIENTE DEVE COMUNICARE ALL’INSTALLATORE QUANDO GLI TRASMETTE LA DOCUMENTAZIONE PERVENUTA DAL VENDITORE. IN ASSENZA DI TALE CODICE, O SE LO STESSO RISULTASSE ERRATO, NON POTRA’ ESSERE ACCETTATA LA DOCUMENTAZIONE INVIATA.
 
Per ritenere la documentazione completa e quindi passarla in accertamento, si precisa che obbligatoriamente devono essere presentati assieme al modello I/40, i seguenti elaborati:
 
  • Progetto
(per impianti con potenzialità fino a 50 Kw può essere redatto dall’installatore; maggiore di 50 Kw deve essere redatto da tecnico abilitato) deve essere presentato completo degli schemi dell’impianto e i disegni planimetrici nonché della relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia di installazione con particolare riguardo all’individuazione dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e sicurezza da adottare. Qualora l’impianto a base di progetto sia variato in opera il progetto presentato alla fine dei lavori deve comprendere le varianti realizzate in corso d’opera (as built). Fa parte del progetto la citazione della pratica di prevenzione incendi (ove richiesta). Il progetto presentato deve contenere indicazioni sia relative all’impianto gas che allo scarico dei prodotti della combustione se è previsto che siano realizzati.
  • Relazione sulle tipologie dei materiali utilizzati
(Scarica la relazione sulle tipologie dei materiali).
Vedere la guida alla compilazione degli allegati obbligatori alla dichiarazione di conformità pubblicata dal CIG
  • Schema impianto realizzato.
Per schema dell’impianto realizzato si intende la descrizione dell’opera come eseguita ( si fa semplice rinvio al progetto quando questo esiste se possiede le caratteristiche minime per permettere l’accertamento dell’impianto).
  • Riferimento a dichiarazioni precedenti o parziali già esistenti - Altre documentazioni ritenute necessarie.
- Per gli impianti realizzati prima del 27 Marzo 2008 sarà possibile utilizzare la dichiarazione di rispondenza prevista all’ art. 7 comma 6 del decreto 37/08
- Nel caso di impianto gas realizzati o modificati successivamente al 27 Marzo 2008  in più fasi e da più installatori, per il quale non sono reperibili le Dichiarazioni di Conformità parziali precedenti con i relativi Allegati Obbligatori, l’Installatore incaricato della messa in servizio effettuerà i lavori di propria pertinenza ed i controlli necessari ai fini del rilascio del RTC.(rapporto tecnico di compatibilità)
Pertanto l’attestazione di compatibilità per le parti di impianto preesistenti, ai sensi di quanto disposto dalla Deliberazione 40/2014, è resa mediante la compilazione e la firma del RTC.
Per impianti soggetti alla regola tecnica di prevenzione incendi, visto il DPR 151/2011, per impianti con potenzialità maggiore di 116 Kw, si dovrà allegare la relativa documentazione come indicato nella Linea Guida 11 edizione 2014 del CIG.
 
Certificato della Camera di Commercio
Insieme all’allegato “I/40” dovrà essere presentato il certificato o visura camerale della ditta installatrice dell’impianto che dovrà farsi rilasciare dalla Camera di Commercio competente per territorio. Tale certificato ha validità 12 mesi. Nel caso che si presentino certificati rilasciati in data precedente ai 12 mesi è necessario che il titolare dell’impresa dichiari in calce al suddetto certificato che non sono state eseguite variazioni timbrando e firmando con firma autografa tale dichiarazione  accompagnando tale dichiarazione con la copia del documento valido di identità  del dichiarante. Con questa dichiarazione il certificato sarà considerato valido.
 
Si invita a leggere attentamente la parte finale del modello H/40 in quanto il cliente finale, utilizzando l’impianto senza aver ottenuto dall’installatore la dichiarazione di conformità dello stesso, si assume responsabilità penali sulla conduzione dell’impianto stesso che non avrebbe seguendo la normale procedura prevista. Infatti, dopo aver attivato la fornitura, l’installatore deve rilasciare al cliente finale Dichiarazione di Conformità come presto dal DM 37/2008, il quale la dovrà consegnare alla società di Distribuzione entro 30 giorni dall’allacciamento della fornitura, indicando il codice punto di riconsegna (PDR) e il nominativo del cliente finale.

Si raccomanda quindi di non utilizzare l’impianto successivamente all’attivazione della fornitura fintanto che l’installatore non abbia rilasciato la relativa Dichiarazione di Conformità


I controlli dei Comuni

La delibera 40/14 prevede le verifiche sul posto su impianti accertati positivamente nell’anno solare precedente. Tali verifiche vengono pagate direttamente dal Distributore su richiesta del Comune
Il Comune che effettua le verifiche su impianti di utenza di cui al punto successivo punto a), ha diritto, per ognuna di esse, ad un contributo unitario pari a euro 100,00 (cento), imposte escluse, fatto salvo quanto indicato al successivo al punto b).
a) Il Comune ha diritto al contributo unitario di euro 100,00 esclusivamente per verifiche su impianti di utenza sui quali l’impresa distributrice abbia effettuato nell’anno solare precedente l’accertamento con esito positivo sensi della delibera 40/14.
b) Il Comune ha diritto, per ogni anno solare, al contributo unitario di euro 100,00 per un numero massimo di verifiche su impianti di utenza con accertamento positivo pari al 5%, arrotondato all’unità superiore,
c) Il Comune sceglie gli impianti di utenza da sottoporre a verifica in modo non discriminatorio con priorità per i casi per i quali si possa presumere un maggiore rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica.
 
Il Comune effettua le verifiche mediante personale tecnico incaricato.
 
Nel caso in cui la verifica effettuata dal Comune su un impianto di utenza abbia esito negativo, il Comune lo comunica per iscritto all’impresa distributrice, la quale:
a) registra l’esito negativo della verifica effettuata dal Comune sull’impianto di utenza;
b) sospende, su richiesta del Comune, la fornitura di gas, riattivando successivamente la fornitura mediante la procedura sopra riportata relativa alla riattivazione di impianti di utenza modificati